In sintesi. Dal giugno 2025 il tasso sui depositi della BCE è fermo al 2,00%, livello confermato anche dal Consiglio direttivo del 19 marzo 2026. Di conseguenza i conti deposito italiani nel 2026 offrono tassi lordi pubblicizzati tra l’1,5% e il 2,8% sui vincolati a 12 mesi, con picchi promozionali al 3-4% solo a condizioni stringenti. Capire la matematica del rendimento netto — dopo imposta sostitutiva del 26% e bollo 0,20% — è la differenza fra battere l’inflazione (1,6% tendenziale a marzo 2026, dato ISTAT) e perdere potere d’acquisto senza accorgersene.
Cos’è un conto deposito e come funziona oggi
Il conto deposito è lo strumento bancario più semplice per remunerare la liquidità: l’aderente trasferisce una somma dal proprio conto corrente d’appoggio verso un deposito dedicato intestato alla medesima banca o, più spesso, a una banca diversa specializzata nella raccolta. Non si possono pagare bollette, non viene rilasciata alcuna carta, non si può disporre di RID o domiciliazioni. In cambio, la banca riconosce un tasso di interesse più elevato di quello del conto corrente ordinario, perché ha la certezza — totale nel vincolato, parziale nel libero — che il denaro rimanga disponibile per il proprio bilancio.
Dal punto di vista tecnico, il conto deposito è un contratto di deposito bancario disciplinato dagli articoli 1834-1838 del Codice civile e dal Testo Unico Bancario. La somma è iscritta al passivo della banca, che la impiega in prestiti e titoli, remunerando il depositante a titolo di raccolta onerosa a vista o a termine.
Nell’offerta retail italiana del 2026 si distinguono due grandi famiglie, con una terza sottofamiglia in rapida crescita:
- Conto deposito libero: prelievi disponibili in qualunque momento con bonifico verso il conto d’appoggio. Tassi più bassi, ma liquidità immediata. Ideale per fondo di emergenza o accantonamenti a 3-6 mesi.
- Conto deposito vincolato: la somma resta bloccata per una durata predefinita (3, 6, 12, 18, 24, 36, 60 mesi). Lo svincolo anticipato, dove consentito, azzera gli interessi maturati o li ricalcola al tasso libero della stessa banca. Tassi più alti, rendimento certo.
- Conto remunerato digital-first: categoria ibrida offerta da piattaforme come Trade Republic, Scalable Capital, Revolut Premium e alcuni neobroker. La liquidità non investita viene remunerata a un tasso collegato al tasso BCE, tipicamente tra l’1,75% e il 2,25% lordo nel Q1 2026. Tecnicamente non è un conto deposito classico, come vedremo nella sezione Alternative.
Il contesto macro 2026: perché i rendimenti sono quelli che sono
Per capire quanto può rendere oggi un conto deposito bisogna partire dal rubinetto dei tassi, cioè dalla BCE. Nel 2025 il Consiglio direttivo ha operato tre tagli per complessivi 75 punti base, portando il tasso sui depositi dal 2,75% al 2,00% in giugno. Da quel momento il tasso è rimasto invariato: la riunione del 19 marzo 2026 ha confermato la pausa, con la presidente Christine Lagarde che ha ribadito un approccio dipendente dai dati. Il consensus di mercato al 15 aprile 2026 prezza tassi fermi al 2% per l’intero 2026, con il primo taglio ipotizzato non prima del Q1 2027.
Questa cornice ha tre implicazioni dirette per i conti deposito:
- Le banche commerciali che parcheggiano liquidità presso l’Eurosistema ricevono il 2% netto dalla BCE. Non hanno quindi alcuna ragione strutturale per remunerare la raccolta retail molto oltre quel livello, se non a fronte di un vincolo temporale o di una strategia commerciale di acquisizione clienti.
- La curva dei rendimenti tra 6 e 60 mesi è molto piatta: le aspettative di tassi stabili per i prossimi 18-24 mesi e poi in graduale calo riducono il premio offerto sul vincolato lungo. Nel 2023 un 60 mesi pagava spesso 150 punti base in più del 12 mesi; oggi il differenziale si è compresso a 50-80 bp.
- Le banche del credito retail — specie le challenger digitali (IBL, Cherry Bank, Illimity, Banca Progetto, Solution Bank) — continuano a offrire tassi sopra la media di categoria, perché la raccolta costa loro meno del ricorso al mercato istituzionale. Sono spesso queste, non le grandi reti, a guidare le classifiche di ConfrontaConti, Facile.it o Altroconsumo.
Sul fronte inflazione, l’ISTAT ha certificato a marzo 2026 una variazione tendenziale dell’1,6% per l’indice NIC, in linea con il target BCE del 2%. Per un risparmiatore italiano questo significa che il rendimento reale di un conto deposito — cioè il guadagno al netto della perdita di potere d’acquisto — è oggi marginalmente positivo, a condizione di scegliere con attenzione.
Rendimento lordo e rendimento netto: la matematica che conta
È qui che la maggior parte dei risparmiatori si fa ingannare dai titoli delle pubblicità. Un conto deposito che “rende il 3%” non regala 300 euro ogni 10.000 investiti. Il tasso pubblicizzato è sempre lordo. Su quel numero si applicano due prelievi fiscali:
- Imposta sostitutiva del 26% sugli interessi maturati, trattenuta alla fonte dalla banca al momento della liquidazione. È la stessa aliquota delle plusvalenze su ETF azionari e dei dividendi azionari. Va ricordato che sui titoli di Stato italiani (BoT, BTP, BTP Valore) e sugli equiparati l’aliquota è agevolata al 12,5%: è un dettaglio dirimente quando si confronta un conto deposito con un BTP di pari durata.
- Imposta di bollo 0,20% annuo sul giacente medio, trattenuta in quote trimestrali (0,05% a trimestre). È a carico del cliente, salvo esplicita assunzione contrattuale da parte della banca. Molte offerte promozionali “bollo a nostro carico” migliorano significativamente il rendimento effettivo.
Esempio numerico: 30.000 € vincolati a 12 mesi al 2,80% lordo
| Voce | Importo |
|---|---|
| Capitale vincolato | 30.000,00 € |
| Tasso lordo annuo | 2,80% |
| Interessi lordi a 12 mesi | 840,00 € |
| Imposta sostitutiva 26% | − 218,40 € |
| Interessi netti | 621,60 € |
| Bollo 0,20% (a carico cliente) | − 60,00 € |
| Rendimento effettivo netto | 561,60 € (1,872%) |
Ripetendo il calcolo con un tasso lordo del 2,20% e bollo a carico della banca, il rendimento netto sarebbe 488,40 € (1,628%). Il tasso pubblicizzato del 2,80% è superiore del 27% rispetto al 2,20%, ma il rendimento netto reale è superiore solo del 15%. Chi confronta conti guardando esclusivamente al tasso lordo, senza porsi domande sul bollo, sbaglia l’ordine di grandezza della scelta. Prima di firmare, chiedere per iscritto se il bollo 0,20% è a carico del cliente o della banca è una delle singole domande più redditizie che si possano porre.
Vincolato o libero: quale conviene davvero nel 2026
Il differenziale di tasso fra libero e vincolato 12 mesi, nel panorama delle banche challenger italiane ad aprile 2026, si aggira tra 50 e 90 punti base (0,50-0,90%). Sul vincolato 36-60 mesi il differenziale rispetto al libero si allarga a 100-130 bp, ma in valore assoluto resta modesto rispetto al triennio 2022-2024.
La regola pratica che seguiamo nella nostra redazione, sulla base delle offerte attuali, è la seguente:
- Orizzonte 0-6 mesi (fondo di emergenza, caparra in formazione) → conto deposito libero, oppure conto remunerato digital. La premialità del vincolato corto non compensa la rigidità.
- Orizzonte 6-18 mesi (progetto noto ma ancora lontano) → vincolato 12 mesi se ne trovi uno con almeno 70 bp in più del libero della stessa banca, altrimenti libero.
- Orizzonte 18-36 mesi (accumulo stabile senza esigenze intermedie) → vincolato 24-36 mesi oppure BTP con scadenza equivalente. Qui la tassazione agevolata al 12,5% rende spesso il BTP vincitore a parità di tasso lordo.
- Orizzonte 36+ mesi (liquidità non necessaria nel medio termine) → non usare il conto deposito. Valutare BTP, BTP Valore, eventualmente un portafoglio obbligazionario diversificato tramite ETF monetari o corporate investment grade.
Le cinque voci da leggere prima di firmare
I ranking “Miglior conto deposito di aprile 2026” che circolano sulle testate di settore sono un utile punto di partenza, non un punto di arrivo. Prima di aprire un conto, chiedere per iscritto — o estrarre dal foglio informativo ufficiale e dal documento di sintesi — queste cinque informazioni:
- Tasso lordo esatto per la durata, non la formula “fino al”. Alcune offerte mostrano il tasso massimo applicato al solo 60 mesi, mentre il 12 mesi paga decisamente meno.
- Regime del bollo 0,20%. È a carico del cliente o della banca? Fino a quale giacente medio? Con che durata?
- Condizioni di svincolo anticipato. Tre scenari tipici: perdita totale degli interessi, perdita parziale (restano solo gli interessi di una frazione della durata), o rimborso al tasso libero corrente. Le prime due sono sfavorevoli al cliente.
- Periodicità di pagamento degli interessi. A scadenza, annuale, semestrale o trimestrale. La periodicità più corta consente il reinvestimento degli interessi maturati con effetto composto, ed è da preferire.
- Canone del conto corrente d’appoggio. Alcuni conti deposito richiedono l’apertura di un conto corrente presso la stessa banca. Se questo prevede canone mensile o costi elevati per bonifici, il rendimento effettivo si riduce in modo significativo.
Applicando queste cinque verifiche si scopre che un “fino al 4%” con vincolo 60 mesi e canone conto corrente a 48 €/anno può essere meno conveniente di un libero al 2,20% con bollo a carico banca, per un orizzonte temporale medio.
Tutele: FITD, FGD-CC e il limite dei 100.000 euro
Ogni conto deposito detenuto presso una banca italiana aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) è garantito fino a 100.000 euro per depositante per banca. Le banche di credito cooperativo aderiscono al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo (FGD-CC), che offre la medesima copertura. La tutela è regolata dalla Direttiva 2014/49/UE e recepita nel Testo Unico Bancario: in caso di liquidazione coatta amministrativa, il rimborso deve avvenire entro 7 giorni lavorativi.
Tre avvertenze che si trovano raramente nei foglietti pubblicitari ma che possono fare la differenza:
- Il limite dei 100.000 euro si applica per depositante e per banca. Conti cointestati cumulano fino a 200.000 euro (100.000 per ciascun cointestatario). Chi ha liquidità superiore a 100.000 euro dovrebbe diversificare tra istituti diversi, facendo attenzione a non concentrarsi involontariamente: ad esempio una banca e la sua controllata fanno capo a un’unica autorizzazione e condividono lo stesso plafond di garanzia.
- I conti deposito in valuta estera e i cosiddetti “depositi strutturati” con componente derivativa possono non essere coperti dalla garanzia, o esserlo solo per la parte nominale. Chiedere conferma scritta alla banca.
- Alcune piattaforme digitali non italiane (ad esempio broker con passaporto europeo che raccolgono depositi in Germania, Lituania o Paesi Bassi) ricadono nel sistema di garanzia del proprio Paese di origine, non del FITD italiano. La copertura resta di 100.000 euro ma la procedura di rimborso passa attraverso l’autorità estera competente.
Alternative ai conti deposito: BTP, conti remunerati, fondi monetari
Nel 2026 il conto deposito non è più l’unica opzione valida per chi cerca un rendimento sulla liquidità sicura. Tre alternative strutturali meritano considerazione, con profili di rischio-rendimento distinti:
1. BTP a breve-medio termine
I Buoni del Tesoro Poliennali offrono due vantaggi strutturali rispetto al conto deposito: l’aliquota agevolata al 12,5% (contro il 26% del conto deposito) e l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato, ai sensi della normativa aggiornata nel 2024. Le scadenze 2027-2028 rendono nel secondario tra il 2,60% e il 3,00% lordo nel Q1 2026. Il BTP Valore emesso dal 2 al 6 marzo 2026, con scadenza 10 ottobre 2032, paga cedole trimestrali step-up del 2,60% nei primi 2 anni, 3,20% nei successivi 2 anni, 3,80% negli ultimi 2, più un premio fedeltà dello 0,8% a scadenza. Il collocamento si è chiuso con oltre 16,2 miliardi raccolti e 522.214 contratti. Per approfondire abbiamo dedicato una guida autonoma al tema.
2. Conti remunerati su piattaforme digital
Trade Republic, Scalable Capital, Revolut Premium e alcuni neobroker remunerano la liquidità non investita a un tasso ancorato al tasso di deposito BCE, mediamente tra l’1,75% e il 2,25% lordo nel Q1 2026. La liquidità resta totalmente disponibile, senza vincolo. Due avvertenze: il tasso è unilaterale e può essere tagliato dal giorno alla notte (è successo a molte piattaforme nella seconda metà del 2025, in scia ai tagli BCE); il meccanismo di tutela varia — alcuni player depositano la liquidità presso banche partner (tutela FITD del Paese di quella banca), altri la investono in fondi di mercato monetario (tutela indiretta, con esposizione teorica al net asset value).
3. Fondi ed ETF di mercato monetario
Gli ETF monetari in euro (ad esempio quelli che replicano l’indice €STR) offrono rendimenti allineati al tasso BCE meno le commissioni (tipicamente 5-10 bp), con liquidità T+2 e tassazione al 26% come gli strumenti finanziari. Non hanno la protezione FITD ma il rischio di credito è molto frammentato. Strumento tecnico adatto a chi già ha un conto titoli e vuole una gestione dinamica della liquidità.
Avvertenza. Il presente articolo è a scopo informativo ed editoriale. Non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento o raccomandazione personalizzata ai sensi del TUF. I rendimenti e le condizioni indicati sono riferiti al 15 aprile 2026 e possono variare in qualunque momento: verificare sempre il foglio informativo ufficiale della banca prima di aderire. Banche.Roma.it non è collegato agli istituti citati.
Domande frequenti
Meglio conto deposito o BTP nel 2026?
Dipende dall’orizzonte temporale e dall’aliquota. A parità di tasso lordo, un BTP vince sempre sul conto deposito grazie alla tassazione al 12,5% contro il 26%. Il conto deposito torna competitivo quando offre almeno 80-100 punti base in più del BTP di pari scadenza, o quando la liquidità richiesta è inferiore al lotto minimo consigliato di un portafoglio in titoli di Stato (tipicamente 10.000 euro).
Quanto rende oggi un conto deposito di 30.000 euro vincolato 12 mesi?
Alle condizioni di aprile 2026, con un tasso lordo del 2,70-2,80% e bollo a carico del cliente, il rendimento netto effettivo si colloca tra 540 e 562 euro, pari a un tasso netto dell’1,80-1,87%. Con bollo a carico della banca, il rendimento netto sale di 60 euro, portando il tasso netto al 2,07-2,14%.
Il bollo 0,20% si paga anche sul conto vincolato?
Sì. Il bollo sui prodotti finanziari si applica a tutti i depositi, liberi o vincolati, indipendentemente dalla durata e dalla tipologia. L’unica variabile è chi lo sostiene economicamente: in assenza di diversa previsione contrattuale, è a carico del cliente.
Posso svincolare anticipatamente un conto deposito vincolato?
Dipende dal contratto. La maggior parte delle banche consente lo svincolo anticipato ma con penalizzazione: perdita totale degli interessi maturati sul tranche svincolato, perdita parziale, oppure ricalcolo al tasso del conto libero della stessa banca. Verificare sempre la clausola relativa prima di firmare, specie se la somma potrebbe servire in anticipo rispetto alla scadenza.
I conti deposito esteri con passaporto europeo sono coperti dal FITD italiano?
No. La garanzia è del Paese in cui l’istituto è autorizzato. Un conto deposito offerto in Italia da una banca tedesca è coperto fino a 100.000 euro dal sistema di garanzia tedesco, non dal FITD. La copertura massima è equivalente ma la procedura di rimborso passa per l’autorità di quel Paese, con tempi e lingua differenti.
Conviene diversificare la liquidità su più banche?
Sì, quando la liquidità totale supera i 100.000 euro. La regola semplice: nessun importo superiore a 100.000 euro su un singolo istituto, considerando tutti i prodotti di raccolta (conto corrente + conto deposito + libretto + obbligazioni emesse dalla banca stessa). In caso di conto cointestato, il tetto raddoppia a 200.000 euro.
I conti deposito delle banche online sono sicuri come quelli delle banche tradizionali?
Sì, se la banca è autorizzata da Banca d’Italia e aderente al FITD. La sicurezza della garanzia dei depositi è regolamentata e non dipende dalla presenza di filiali fisiche. Le banche online challenger (IBL Banca, Cherry Bank, Illimity, Banca Progetto, Solution Bank) sono autorizzate e vigilate esattamente come le reti tradizionali, e partecipano alle medesime procedure di contribuzione e rimborso del Fondo.
Fonti e approfondimenti: Banca Centrale Europea — decisioni di politica monetaria del 19 marzo 2026; Banca d’Italia — Bollettino statistico Q1 2026; ISTAT — comunicato prezzi al consumo marzo 2026; Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (fitd.it); MEF Dipartimento del Tesoro — BTP Valore marzo 2026 (dt.mef.gov.it). Rendimenti aggiornati al 15 aprile 2026.
Immagine in evidenza: “Ceramic piggy banks” di Abraham, pubblicata su Wikimedia Commons con licenza CC0 1.0 Universale. Fonte: commons.wikimedia.org.